La stanza dei sogni

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Riassunti della campagna, Forgie di Nuln
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riassunto di gianpy

Dopo essere fuoriusciti da quello che la maggior parte del gruppo ormai considerava il luogo dell'ultimo atto delle nostre vite, ovvero i giardini di Morr, fummo intercettati da Messner e la reverenda Klara Roban, quasi increduli per l’ennesima dimostrazione di tempismo mancato di cui ormai frequentemente i nostri alleati e superiori fanno sfoggio. Spossati dal sonno e dalle privazioni, fummo immensamente sollevati dalla mancanza di formalità delle autorità, che ci permise di esplicare solo un breve rapporto sugli avvenimenti e dirigerci celermente a rifocillarci, curarci e portare al sicuro la Magister dell’ordine Ametista.
Venimmo comunque a conoscenza della fine fatta fare a Gottri e le motivazioni che avevano portato Messner a consegnare il pugnale a Wolfgang durante la nostra breve conversazione.
Dopo aver recuperato le forze e aver mandato Jarla a farsi curare per l’ennesima volta al tempio di Shallya, ci dirigemmo la sera a portare le ottime notizie riguardo il buon esito della nostra missione al Barone Frederik e scroccare un buon pasto.
Purtroppo il nostro riposo duro decisamente troppo poco, dato che già dalla mattina seguente ci mettemmo in cerca di indizzi sulla posizione del terzo frammento della profezia. Solo grazie all’intervento delle alte sfere del culto Sigmarita ottenemmo l’accesso alle zone più riservate della biblioteca di Altdorf. Qui non ottenemmo nulla di utile in un primo momento, a parte un ottimo sonno, ma le capacità di concentrazione e l’affinità con lo studio del nostro mago errante gli permisero di scovare durante il giorno e la notte seguente diversi agganci per partire alla ricerla del calice. Parrebbe infatti che un certo padre Abelard, coevo dell’imperatore Magnus, avesse trovato una coppa i cui segni che ne condussero al ritrovamento furono interpretati in chiave Sigmarita, ma, dal canto nostro, alla luce di quello che abbiamo potuto vedere in questo mese, potevano tranquillamente, forse addirittura probabilmente, essere segni di rituali caotici.
Il calice si lega a doppio filo con la vita del padre, diventato santo e pare sia stato dedicato un monastero a tale individuo. Durante la giornata di intenso studio, il resto del gruppo si diresse a controllare e prendere possesso della nuova casa affidataci dalla curia, dato che era idea comune che quella attuale fosse stata compromessa.
Il giorno seguente io e Wolfgang ci dirigemmo al tempio di Sigmar per ottenere maggiori informazioni riguardo al monastero. Fu un dotto sacerdote a informarci che si trovava a nord di Altdorf, una trentina di chilometri circa e che era recentemente stato devastato dalle incursioni del caos. Senza generare in noi gran stupore, per via dei nostri sospetti riguardo al suo fondatore, venimmo a sapere che molti dei consacrati usciti dal posto suddetto sembra che fossero perlomeno eccentrici nella fede.

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riassunto di erry

Fu un sonno agitato e tormentato da strani incubi.
Di certo vidi un campo di battaglia, l’ esercito imperiale e l’ esercito del caos che si fronteggiavano in una landa desolata ricoperta dalla neve. Tra le file degli imperiali riconobbi il mio maestro Ulman Otwing che in mezzo al combattimento si girò verso di me fissandomi negli occhi.
‘Svegliati’ disse, e mi svegliai.

Quando rinvenni dal mio lungo sonno, stavano bussando alla porta, così scesi e trovai gli
altri, che feci prontamente entrare.
Per fortuna si erano dati abbastanza da fare mentre io mi riposavo, dopo le molte ore passate in biblioteca a cercare informazioni sul calice e la profezia.
Etckart era stato al tempio di Sigmar e aveva avuto conferma delle poche notizie riguardo al
Monastero di S.Abelard che già avevo ottenuto.
Da tempo abbandonato a se stesso dopo una incursione del caos, si trovava effettivamente 30 miglia a nord di Altdorf.
Purtroppo riguardo la sua fondazione non riuscì a sapere molto, unica stranezza il fatto che i monaci che abitavano S.Abelard erano piuttosto eccentrici, per così dire, non eretici ma un po’ strambi.
Gli altri nel frattempo avevano fatto provviste per il viaggio e stavamo discutendo su come ottenere delle cavalcature per tutti, quando la porta bussò di nuovo.
Avevo ancora in mente la strana sensazione che l’incubo della notte prima mi aveva lasciato, così non mi parve strano veder comparire dalla porta un membro del mio ordine.
Era Gabrielle, venuta per cercarmi e condurmi presso il collegio ametista, evidentemente era accaduto qualcosa di importante che mi riguardava.
Mi congedai dagli altri, e seguii Gabrielle.
Quando arrivammo al collegio, mi fece accomodare in una stanza e stette pazientemente ad ascoltare il resoconto dell’incubo della sera prima, annuendo quando nominai il mio magister, Otwing.
‘Il sogno che hai avuto ha un senso, Conrad’ e senza aggiungere altro mi consegnò una lettera.
Era del mio Magister. La aprii e cominciai a leggerla.
Era una sorta di testamento spirituale del mio maestro, in cui mi esortava a continuare nel lungo cammino della conoscenza della magia, ma non più come suo discepolo bensì come
suo pari.
La lettera mi riempì di orgoglio, e la porsi subito a Gabrielle che dopo averla letta, disse solamente che condivideva il pensiero del mio maestro, ma che non era ancora il tempo per le onorificenze perchè mi aspettava un lungo e importante viaggio e non c’era tempo da perdere.
Uscii dal collegio e mi diressi verso la nuova casa che ci avevano dato, secondo le indicazioni che gli altri mi avevano fornito quella mattina.
Decidemmo che la cosa migliore era chiedere nuovamente aiuto al barone Fredrick.
Raggiungemmo la sua magione e il barone, come al solito, si dimostrò più che contento di esserci di aiuto.
Ed infatti il mattino seguente partimmo tutti quanti verso il monastero, a cavallo di splendidi palafreni.
Il viaggio durò tutto il giorno e arrivammo al monastero che era l’imbrunire e notammo che
già dall’esterno, esso mostrava i segni evidenti dell’assedio che aveva subito.
Il monastero vero e proprio era una struttura all’interno di una cinta muraria completa di torri ma
la porta delle mura era stata abbattuta, e delle numerose torri una soltanto rimaneva in piedi.
Ma lo spettacolo peggiore lo vedemmo una volta oltrepassata la linea della porta.
Il cortile era completamente ricoperto dai cadaveri di chi alcuni mesi prima aveva combattuto lì dentro.
Ossa e corpi in putrefazione di uomini bestia mescolati a quelli di presunti monaci.
Notammo tra le altre cose i resti di alcuni bivacchi, e in uno di essi una brace ancora calda.
Cominciammo a guardarci attorno preoccupati.
Hansel e wolfganfg decisero di andare a controllare la torre per osservare dall’alto la zona, mentre Etckart cominciò un veloce giro delle mura interne, per controllarne lo stato.
Noi altri aspettammo che dalla torre Hansel, ci avvisasse che tutto era tranquillo, prima di entrare nell’abbazia.
Ma accadde ciò che ci aspettavamo, il verso di un unico corno da battaglia risuonò per tutta la zona.
Uomini bestia!

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riassunto di elena

Urla, uomini bestia, caos, grida, sangue, polvere, fango, rumore, caos, uomini bestia, nebbia, sangue, nero…
Dolore. Immenso ed intenso dolore. Non ricordo molto dell’ultima battaglia… eravamo giunti al monastero tutti insieme, stavamo perlustrando la zona quando un ruggito, forse solo in questo modo lo si può definire, ha squarciato il cielo aggredendoci. I miei compagni han resistito, chi più chi meno, ho tentato di riportare luce in terra di caos, ma non ce l’ho fatta. Ho chiuso gli occhi. Come Conrad. Come Valdemar.
Wolfgang e Hansel, gli unici compagni rimasti vagamente integri, hanno ricacciato le orrende creature nelle profondità da cui erano sbucate. Sangue. Tanto sangue ovunque.
Sono ancora viva, portavoce della memoria, raccontando le imprese di un misero gruppo di avventurieri. Siamo tutti vivi. In realtà non ne sono nemmeno del tutto certa vista l’assenza, perdurata per l’intera battaglia, di Ekcart. Come suo solito, nei momenti di maggior necessità la sua presenza diviene trasparente.
Non so quanto sia durato lo scontro, so che quando ho riaperto gli occhi ero sdraiata a terra, il sentore di non avere più una parte del corpo sana, il braccio sinistro inesistente. Tanto sangue.
Le mie gambe non avevano forza a sufficienza per sorreggere l’intero corpo. Wolfgang ha svolto il ruolo di esploratore.
Un pannello particolare, all’interno dell’abazia, attirò la sua attenzione. Non un semplice motivo in pietra, bensì una copertura. Un lungo e buio cunicolo si apriva dietro lo stesso. Nicchie. Al fondo del cunicolo. Alcune destinate al contenimento di cadaveri, altre alla custodia di reliquie. Tutte tranne una. Vuota. I segni lasciati dalla polvere facevano pensare ad un oggetto tondo poggiatovi sopra. Una spada nuova e di buona fattura, sicuramente umana, poggiata li accanto. Le effigi ed i segni incisi sull’elsa e sulla lama non ci furono di aiuto nel tentativo di individuarne la provenienza.
Questo quanto raccontatoci da Wolfgang.
Una pergamena strappata, nascosta in un buio angolo della torre, narrava della presenza di queste cripte, e di una stanza, con molte statue incappucciate…in particolare una di queste, orrenda, la testa mozzata ai piedi…
Solo parole scritte forse, PIERO non ha trovato nulla di tutto ciò…solo polvere e macerie…e uno stampo tondo…e una spada…

Rumori da fuori, zoccoli!! No, non abbiamo le forze per resistere ad un altro attacco!!

In realtà gli occhi stanchi di una delle nostre cavalcature ci osservavano da non troppo lontano. Nell’andare incontro all’equino Wolfgang si accorse di una costruzione bassa, poco distante da noi, ma prima d’allora passata inosservata. Accanto ad essa, un giardino di Morr distrutto.
FALANGE DI FANTERIA DELLE GUARDIE SCELTE DI NULN
Solo questo possiamo leggere sopra un vessillo strappato trovato all’intero del giardino…

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Riassunto di Sox

Dopo la tremenda battaglia nel monastero, ci riposammo per curare le nostre ferite nell'unica torre rimasta integra. Wolfgang, che era l'unico a non aver subito ferite andò a cercare il nostro prete disperso. Arrivato nei pressi dell'improvvisata macelleria, Wolfgang trova il sacerdote privo di sensi in una fossa scavata forse per un futuro morto e, sinceratosi delle sue condizioni, fa ritorno con lui alla nostra torre. Al suo arrivo intraprendemmo una discussione, alla fine della quale decidemmo di tornare ad Altdorf per trovare nuovi indizi. Appena arrivati in capitale però ci accorgemmo di essere seguiti e spiati da uno sconosciuto che sentendosi scoperto, iniziò a correre dirigendosi verso i bassifondi dove fece perdere le sue tracce. Quella non fu l'unica cosa strana della giornata, infatti all'uscita dal tempio di Shallya, un ragazzino portò a [piè] un messaggio da parte di una giovane donzella che lo volle incontrare la sera stessa. Nel frattempo Wolfgang andò a parlare con Barone Frederick che, osservando la spada trovata al monastero, gli disse che apparteneva ad un tenente delle forze imperiali di Nuhln. La sera dunque [piè] si diresse in una lussuosa ed esclusiva locanda per soli benestanti dove incontrò Katarine Braun una giovane e bella donna che avendo sentito delle nostre gesta chiese di poterla scortare fino a Nuln pagandoci il viaggio sulla prestigiosa nave Imperatore Willhelm e dandoci un acconto della ricompensa pattuita.

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Riassunto di Piè

Dopo aver passato due giorni preparandoci per la partenza, all’alba del terzo giorno ci recammo al porto per incontrare lady Braun.
Una volta giunti al molo e dopo le presentazioni, ci imbarcammo su questo colosso galleggiante.
A bordo si presentarono il capitano e il primo ufficiale Fuchs, uomini di mare piuttosto nerboruti.
Accompagnammo la signorina Katarine alla sua cabina e controllammo che fosse tutto a posto, e dopo aver posato anche le nostre cose, andai a fare due passi sul ponte superiore.
Di lì a poco la nave lasciò il porto e cominciò la sua traversata, nel frattempo gustai delle ottime tartine accompagnate da buon vino. L’equipaggio radunato nella sala da pranzo chiacchierava piacevolmente, intrattenendosi anche con vari giochi per passare più velocemente il tempo.
Alla sera a cena, fummo invitati a tavola con il capitano, un onore che spetta a poche persone, per lo più nobili. Ci chiese delle nostre avventure a Middenheim, e cercai di raccontare quanto più potevo ma senza entrare troppo nei dettagli… non volevo diffondere i malumori dello scontro tra il culto di Sigmar e quello di Ulrich… e soprattutto, non volevo parlare troppo di uomini bestia, mutati del caos, demoni o uomini ratto, che tanto non mi avrebbero creduto. Ad una certa ora lasciai la sala da pranzo e il resto della ciurma per andare a riposare.
Già dal giorno seguente cominciai a sentire la noia del viaggio. Sebbene la nave fosse grande, non lasciava molte possibilità per distrarsi. Tutto sommato mi mancava la vita a terra, non invidiavo per niente quei poveri marinai che se ne stavano la maggior parte dei mesi dell’anno per mari o fiumi isolati dalla società e dal resto del mondo. Devo dire che cominciavano a mancarmi i viaggi tra i boschi e gli scontri con le creature del Caos… in giro per l’Impero c’era ancora tanta corruzione da eliminare, e ogni minuto che trascorrevamo a fare niente sulla nave, era tempo perso.
Ma scoprii presto che se non eravamo noi a stanare le creature del Caos, erano loro a venire a trovarci. Infatti, durante il pranzo, la nave fu bersagliata da una salva di frecce proveniente dalla costa. Valdemar ribaltò subito il tavolo per mettere al riparo lady Braun, mentre Wolfgang e il prete corsero di sotto.
Io rimasi tutto il tempo a proteggere la ragazza, mentre sul ponte sottostante la battaglia imperversava. Da quel che si capiva, uomini bestia abbordarono la nave dalla parte opposta alle frecce, cogliendoci di sorpresa.

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riassunto di piero

Quando la mia ultima freccia colpice l'uomo bestia tutto sembra ritornare ad una velocità normale, prima i miei sensi erano talmente arguiti da farmi percepre il tempo molto lentamente.
Il povero Eckardt giace sommerso da una montagna di corpi e sangue, respira ma e semi incoscente, Jarla arriva e vedendo il nostro prete con un profondo squarcio subito si appresta a medicarlo, intanto le urla dei passeggeri sembrano placarsi ed i marinai accorono per curare i loro compagni feriti e a buttare nel fiume i cadaveri delle bestiacce.
Sembra ormai tutto finito, erano probabilmente una scaglia di esercito, hanno adottato una tattica astuta per salire a bordo ma hanno trovato pane per i loro denti.
Intanto nella sala da pranzo la nostra protetta pare essere scioccata a tal punto da non smettere di piangere. Hansel prova a consolarla a rinfrancarla ma nulla. Pare che invece poco piu in la un giovane Nobile decaduto di nome Mathias Alptruam stia litigando animosamente quasi venendo alle mani con il suo superiore, o cmq qualcuno con cui fa capo, infischiandosene dell'autorità del piu anziano.
Veniamo a sapere che si chiama Reinolt Leidorf e il suo casato ha succeduto a quello del primo, gli intrighi da palazzo non mi sono mai piaciuti.

Il tempo passa andiamo a visitare Eckardt per vedere la sua guarigione quasi miracolosa forse Sigmar veglia sui suoi discepoli, la signorina invece ha voluto cambiare stanza, non si fidava della finestra rotta da una freccia durante lo scontro. Il resto della sera per fortuna passa tranuillo. L'indomani, la nave si ferma il capitano ci manda a chiamare, sulle rive vi è qualcosa di strano.
Una carovana e stata assaltata da alcuni uomini bestia i miei compagni vanno a visionare, io rimango sulla nave con la signorina.
Piu tardi sul ponte si avverte qualcosa di strano, un inserviente molto spaventato si reca di corsa dal capitano, che con alcuni uomini va al piano passeggieri inferiore.
Poco dopo viene intimato a tutti i passeggeri della nave di farsi trovare nella sala comune, il motivo molto semplice, quasi banale, é stato commesso un omicidio, manca solo un altra schifezza del male che assalta la nave e poi abbiamo fatto tutto.

Dopo la dichiariazione del capitano veniamo condotti assieme a lui a visionare la scena dell'efferato crimine, come se non ne avesimo viste a sufficenza. Il vecchio Reinolt Leidorf si ritrovava riverso al suolo con il volto totalmente maciullato irriconoscibile.....

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riassunto di gianpy

Hanno così inizio le indagini sulla misteriosa morte di Leidorf.. Scoprimo immediatamente che il principale indiziato è l’interlocutore della sera prima del sig. Leidorf, il sig Alptruam.
Diverse cose non combaciano, in primo luogo pare che il volto di Leidorf sia stato strappato a morsi e che il malintenzionato abbia lasciato un dente incastrato sul volto del morto.
Le indagini si diramano in diverse direzioni:
-passiamo al setaccio decine di passeggieri
-interroghiamo l’equipaggio
-seguiamo la traccia occulta, che da maggiori indizzi.
Il nostro Magister riesce a comunicare con lo spirito del defunto ed è proprio durante una di queste sedute medianiche che veniamo a scoprire che a uccidere l’uomo è stato un mutante.
Ci siamo imbattuti in diverse ipotesi tra cui il coinvolgimento di alcuni circensi, cosa che ha innescato una sequenza di ispezioni nelle varie cabine.
Continui sono stati i momenti di perdizione mentale, come se l’isolamento e la tensione su questa dannata nave avessero logorato le nostre difese dagli orrori di questi giorni, il primo a risentirne è stato il mago, la sua paranoia si sta espandendo, fortunatamente io non ne sono ancora stato colpito, ma temo che tutti gli altri stiano lentamente scivolando verso la follia, sempre più spesso ormai si isolano e confabulano tra loro, in aggiunta quando tento di recuperare la situazione facendolo notare vengo continuamente aggredito.

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riassunto di erry

Ormai è evidente che le indagini per scoprire l’assassino di Reinolt Leidorf, non porteranno a
nulla di concreto.
Mi stupisco dell’ingenuità dei miei compagni, dopotutto hanno affrontato il caos più volte, e mi stupisco di tanta cocciutaggine nel voler seguire una pista che è una strada senza uscita.
Anche se vorrei concentrarmi sulla nostra più importante missione, sono costretto mio malgrado a seguire gli altri nelle loro azioni, e difatti oggi ho contribuito alle indagini, se così si può dire.
E’ l’unico modo per poter controllare le loro mosse e sapere con certezza che il caos non si sia insinuato anche in mezzo al nostro gruppo.
Ormai non rimane più alcun posto in cui non abbiamo controllato e nessuna persona sulla nave che non abbiamo già interrogato.
Ho provato persino a scendere nell’ultimo ponte, quello dei rematori, ed ovviamente è stato inutile, quei poveracci passano l’intero tragitto tra Altdorf e Nuln chiusi là sotto senza alcuna possibilità di uscire, nemmeno per una boccata d’aria sul ponte di coperta.
Ho setacciato personalmente, con l’aiuto di Hansel, tutte le cabine dell’equipaggio, ovviamente senza trovare nulla.
Abbiamo interrogato i saltimbanchi perché li avevamo visti parlare con Leidorf, scoprendo che si conoscevano in quanto avevano già lavorato per il povero assassinato.
Abbiamo costretto il sig. Alptruam, a prestarsi ai nostri più ridicoli controlli, fino quasi a spogliarlo del tutto, nel tentativo di trovare segni del caos riconoscibili su suo corpo.
Abbiamo parlato con Talima, la meretrice, che aveva quasi scagionato Alptruam affermando di essere stata in sua compagnia nelle ore del’assassinio, ma alla fine abbiamo scoperto, grazie alla testimonianza di Alptruam stesso, che si trattava di una menzogna detta per paura di essere incriminata.
Insomma una serie di buchi nell’acqua, perché ovviamente il colpevole non è più sulla nave.
E’ evidente come sono andati i fatti, e tutto porta a supporre che l’assassino ormai non si trovi più sulla nave, cosa che impedirà di trovare il reale colpevole e condannerà a morte certa il sig Alptruam, principale indiziato.
Gli elementi a nostra disposizione sono questi:
il corpo sfregiato di Leidorf ritrovato in una stanza vuota, che qualcuno aveva fatto prenotare per poi disdire appena prima della partenza.
Un oblò trovato socchiuso, che sappiamo poter essere aperto solo dall’interno, e che sappiamo che sicuramente doveva essere stato chiuso, alla partenza da Altdorf.
Un grimaldello ancora inserito nella toppa della chiave, nel lato della porta interno alla stanza.
Il corpo è stato trovato da un membro dell’equipaggio, accortosi che la porta era aperta.
Tutto questo suggerisce che dopo la partenza, qualcuno dell’equipaggio, un altro mutato probabilmente, abbia aperto l’oblò della stanza che sapeva essere vuota, abilmente preparata grazie ad una falsa prenotazione.
Quindi l’assassino è penetrato nella stanza dall’oblò, ha aperto la porta con il grimaldello e ha attirato Leidorf nella stanza, così da ucciderlo.
Quindi è scappato dall’oblò, facendo perdere tracce di sé.
Mi dispiace per il sig. Alptruam, ma le autorità vorranno un colpevole, perché ci deve essere sempre un colpevole, sia esso reale od un capro espiatorio.
Forse riusciremo a convincere il capitano della sua innocenza e forse troveremo un altro modo per giustificare l’accaduto.

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riassunto di tes

Ultime ore di questo lungo, e non poco complicato, viaggio. Mi dedico al nulla, riposandomi e recuperando le energie in vista dell’imminente sbarco.

Nel frattempo i miei compagni convincono Conrad a raccontare al capitano del colloquio avuto con la salma…in effetti questa è l’ultima possibilità che abbiamo per discolpare il sig. Alptruam.
Quasi senza mostrare meraviglia, il capitano chiude il caso sentenziando che la salma era all’epoca un cultista, rimasto ora ucciso da una delle sue vocazioni. Caso chiuso. Un problema in meno.

Nebbia, fuliggine, foschia. Benvenuti a Nuln signori, gioiello dell’impero!

Con le tasche pesanti grazie ai soldi donatici dal capitano, ci addentriamo nella fosca città. Mrs Brown si è ormai separata dai nostri servigi, la sua strada probabilmente non incontrerà più le nostre. Ma non si può mai dire…
Le mura cittadine, quasi a protezione di sporco e sudiciume, rivelano una città vivace, gioiosa, in fermento per l’imminente festa delle polveri. Cercando una locanda presso cui alloggiare, ci imbattiamo nella bettola “Il ritorno del predone”. Con la speranza che il nome non rispecchi affatto lo stile del locale, chiediamo ospitalità per la notte. Ebbene, se si trascurano i pessimi individui all’interno, la puzza, il lercio, la scarsa gentilezza…sì, direi che questa locanda è un accogliente posto per trascorrere la serata!
Un'unica stanza con 7 letti…suvvia, non è la prima volta che mi vedo costretta a dividere casa con altre 5 figuri. Anche se…
La notte scivola via in modo sereno, il nuovo giorno è ormai iniziato. Aprendo la lettera consegnataci dal capitano, vediamo essere indirizzata a lady Elsveth Becket, dama di Nuln, suo unico contatto presso la città. Più tardi le faremo visita…
Nel frattempo, seguendo un bislacco gruppo di circensi, arriviamo alla guarnigione imperiale…ma, ovviamente, il capitano è impegnato nel controllare l’intera città a causa della festa…giro a vuoto…
Prossima destinazione?? Dimora Becket.
Ovviamente una splendida e lussuosa villa, i nobili non si fanno certo mancare nulla. Dopo essere stati accolti da una sorta di portiere, ecco lady Becket, coperta di preziosi e molto attraente nei regali abiti nobiliari. Presentazioni fatte, le confessiamo che dobbiamo contattare il capitano della guarnigione in quanto siamo alla ricerca di una reliquia sigmarita trafugata da un collegio…l’unico nostro indizio è una spada trovata in un monastero distrutto. Vedendo l’arma, lady Becket la riconosce all’istante, sostenendo che quella sia soltanto una di 7 identiche spade fatte forgiare dalla contessa per i suoi migliori ufficiali, e consegnate loro prima che partissero per la guerra al nord. Il fabbro incaricato del lavoro è un nano, il sig. Grunbar, ahimè ormai in prigione, Torre di ferro… la sua colpa?? Forse la troppa voglia di lavorare! L’idea della contessa era di avere 7 spade per i suoi ufficiali, uniche e sole, ma forse il nano,colpito dal proprio stesso lavoro, decise di farne ben più di 7, per venderle, arricchirsi…la contessa non ha gradito questa filosofia…
Dopo aver pazientemente ascoltato le nostre vicende marinaie, i nostri dubbi e perplessità, promette di procurarci degli inviti per la festa in maschera…temiamo che vi potranno essere altri omicidi..e lei conviene con noi…
Ci congediamo, con la promessa di incontrarci al ballo…in maschera…

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riassunto di sox

Ci dirigemmo, dopo aver chiesto indicazioni, verso la prigione chiamata la torre di ferro per poter parlare con il nano Grumbag, forgiatore delle 7 spade richieste dalla contessa XXX, per darle in dono ai suoi migliori ufficiali. Arrivati sul posto, le guardie dissero che bisognava chiedere il permesso al capitano delle guardie o direttamente alla contessa, era quindi indispensabile per noi trovare quantomeno il capitano per svolgere le nostre ricerche.
Non avendo lettere di presentazione per presentarci al capitano, abbiamo chiesto aiuto alla chiesa di Sigmar, il vicario ci disse di tornare lo stesso pomeriggio per darci ciò che ci serviva.
Nel frattempo andammo a pranzo in una bella locanda gestita da un mezzuomo, dove incontrammo la Magister del collegio ametista che ad Altdorf, ci aiutò distruggendo il pugnale sacrilego. Ella, ci disse che aveva seguito le nostre poche tracce, per portare avanti la nostra stessa missione da sola.
Dopo esserci nuovamente salutati, tornammo al tempio e il reverendo ci disse che il capitano lo potevamo trovare in caserma verso le 5 del pomeriggio. Giunti dal capitano gli spiegammo il perché della nostra presenza in città, e ci spiegò rammaricato che era alquanto possibile che uno dei 7, per quanto ligio al dovere, potesse essersi inginocchiato al potere oscuro del calice, e mettendosi quindi a nostra disposizione, firmò una deroga per permetterci di parlare con il nano detenuto ma avvertendoci, che all’interno della stessa, vigono regole ferree che solo la contessa può violare. Nel frattempo Wolfgang si recò nei bassifondi per cercare altre informazioni.

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riassunto di piè

Quando tutti fummo riuniti cominciammo a battere la prossima pista, quella del nano Grumbar. Ci recammo alle prigioni con il permesso del capitano e all’ora indicataci. Ci fecero entrare e ci guidarono attraverso una scala in basso, fino a raggiungere e superare il livello del fiume. Giunti alle celle consegnammo tutte le armi, dopodiché fecero entrare solo il prete per parlare con il nano.
Dopo mezz’oretta uscì, tornammo a casa e ci spiegò cos’aveva appreso. Al nano era stato dato l’incarico dalla contessa di forgiare 7 spade con speciali materiali, con due giorni di tempo. Ma Grumbar non aveva a disposizione questi materiali, quindi decise di prendere le spade migliori che aveva e consegnarle alla contessa, per soddisfare la richiesta entro la data stabilita.
Ogni spada è facilmente riconoscibile grazie ad un simbolo particolare che il nano applicava ad ogni sua creazione.
Lasciammo in sospeso questa pista e decidemmo di cercare uno ad uno i tre capitani tornati dal fronte, possessori ognuno di una spada segnata.
Per primo, cercammo di rintracciare Semund Tolzen al tempio di Sigmar, dove già avevamo parlato con padre Stojil, ma sfortunatamente ci viene riferito che è in meditazione e in digiuno e che lo sarà per tutti i prossimi giorni, quindi decidiamo di prendere un’altra pista.
Decidiamo di andare a parlare con Rolf Vogt, figlio di Randolf, un ex ingegnere il cui nome è caduto in disgrazia… è il caso di saperne di più su questa storia, quindi ci dirigiamo alla loro abitazione.

Ruggine, clan Gangrel, FLAGELLO di ROMA

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10 replies since 24/7/2009, 17:24
 
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